domenica 16 luglio 2017

I can't tell the difference

It happens at times that I can't tell the difference between my anxiety and my physical tiredness and it's hard to understand if it's better for me to stay at home or go.
Sometimes I go.
Sometimes I stay at home.
I feel weak but I think it's connected to what I feel inside.
Is there something that makes me feel really motivated or strong, or healthy?
I don't know it anymore.
I know this travel will change me and I'll try to enjoy every part of it.
Can't wait to see my people.
People I hardly met in my life, but to whom I am connected.
It's terrific, isn't it?
I don't know if I'll have problem with their English, I never practiced mine a lot, here, except from social networks.
And I can't wait to talk. To laugh. To cry.
I can't wait to be on that flight.
I never thought it'd be so soon.
Just think that in February I was scared as fuck to fly to France o England.
In June I was scared as fuck to fly to Germany.

What's happening to me?
Why this change?
Am I really changing?
I can't wait to be there.

My psychologist once said to me "Anxiety is not forever" and.. it turned to be like this.
I cry a lot during these days, but I know they're good tears.
Maybe one day I'll make it to Japan.
Maybe one day.

mercoledì 12 luglio 2017

Squall by D'espairsRay

Great thing about Squall by D'espairsRay is, it makes you feel free of every bound you have inside your mind. Listening to it I know that for 5 minutes I'm free of my anxiety, I'm free to go and do whatever I've always dreamt of.
But, sadly, when the song finishes I know it's not exactly like this. Cute.

martedì 11 luglio 2017

Fail number ?

I tried to do something on my own, all by myself, without saying anything to my closest friends, because in case of failure, I didn't want to see disappointment on their face.
Struggling alone, in these case, is even more difficult but I realized something.
I'd never thought of traveling alone in the past, I'd always look for someone to come with me.
I realized that the source of stress, anxiety, uneasiness, it comes from the others, especially the ones I decided to travel with in the past, without even knowing them.
I'm really profound and introspective as a person, I think A LOT, and I can't be with people who can't understand me or who are not as I am. I just need to do this thing alone, I don't know when because I'm not ready yet.
I feel like a completely failure right now, to be honest and I'm trying to hold my tears back with that weird feeling in my throat, it feels like exploding.
I don't even know why I'm writing it down.

Translating from japanese is the only thing keeping me alive. Yes, sir.

venerdì 13 gennaio 2017

Ognuno ha il suo percorso

Una cosa che mi ha sempre fatto stare male sono i confronti con le altre persone.
Ma è abbastanza ovvio che ognuno abbia la sua storia e faccia le sue esperienze, no?
A cosa serve fare confronti se il vissuto è completamente diverso? Sarebbe come mettere a confronto una mela e un pomodoro, sapore, consistenza, maturazione, cambia tutto.
Scusate l'esempio banalissimo ma è la prima cosa che mi è venuta in mente.
Questo post è un reminder, non solo per me.
Se qualcuno potrà trovarne giovamento, ben venga.
Non sentirti in colpa se qualcuno di più giovane ha fatto più esperienze di te, ha viaggiato di più, studiato di più o lavorato di più, vale per qualsiasi cosa. Soprattutto non sentirti in colpa se non ti senti ancora pronto, prima o poi succederà, se lo vuoi davvero. Se non dovesse succedere, vuol dire che non è una cosa per la quale avevi una motivazione veramente forte. Può darsi che qualcun altro ti abbia fatto pressioni.
Respira, rilassati, vivi quel che la vita ha da offrirti e aspetta la tua occasione e, soprattutto, il tuo momento.

#nowplaying  Sourenka 蒼蓮花, Royz.

Piercing: la mia esperienza

Oggi mi andava di parlare di qualcosa che con ansia e depressione non c'entra nulla, o forse sì?
I piercing.
Vi racconto un po' la mia esperienza, così chi ha o ha avuto i miei stessi problemi potrà prendere spunto.
Da fan sfegatata del visual kei ho sempre desiderato un piercing. Ho iniziato a seguire il jrock con gli X-Japan quando avevo appena 12 anni, passando poi per Miyavi, hide, Gackt e via dicendo.
Quando mi sono trovata davanti a un video di Miyavi per la prima volta, ho subito pensato: o mio dio, voglio assolutamente un piercing.
Qual è il problema, allora?
Il punto è che io non sopporto neanche un misero bracciale addosso, a malapena una collana, figuriamoci anelli O ADDIRITTURA PIERCING.
Punto secondo, mi fa allergia qualsiasi cosa, quindi figurarsi.
Avevo ben sette buchi divisi tra i due lobi e ho dovuto farne chiudere un bel po' perché per via dei materiali, forse scadenti, mi facevano continuamente allergia. Ho trovato pace con i cerchietti di acciaio chirurgico (quelli con la pallina in chiusura). Perché i cerchietti direte voi? Il cerchietto ha una forma tale che non va a stringere il lobo e, soprattutto, lascia fuoriuscire pus, se dovesse formarsene, eccetera. Insomma, per quanto riguarda le orecchie ho risolto con questi.
L'estate scorsa mi sono fatta coraggio e sono andata a farmi un nostril.
Io ho una soglia di sopportazione del dolore BASSISSIMA. So che la cosa è molto soggettiva ma.. a me ha fatto abbastanza male. In fondo in quel punto c'è la cartilagine, a me pare abbastanza ovvio.
Io, personalmente, è un piercing che sconsiglierei a chi sta appena iniziando.
Com'è andata a finire con questo famoso nostril? Ho tenuto un mese il gioiello di partenza (il classico brillantino) e poi, per evitare problemi, sono andata dallo stesso piercer a farmelo cambiare con un anellino in acciaio chirurgico. Io ho SEMPRE e solo desiderato l'anellino come nostril, quindi non vedevo l'ora. Ma non è andata bene, il giorno dopo mi si era formata una bolla enorme in corrispondenza del foro e ci sono voluti quasi 10 giorni di pomata antibiotica per farla andare via.
A me il naso prude spesso e sono soggetta a raffreddori, quindi lo soffio spesso, bhé, forse è anche questione di abitudine ma il cerchietto per me era quanto di più scomodo potesse esistere al mondo.
Parlo per me, ovviamente, che, come detto sopra, non sopporto neanche i bracciali.
Quindi, alla fine, anche se era guarito bene (cicatrizzato per bene dopo circa quattro mesi), ho deciso di toglierlo perché era decisamente troppo scomodo. L'anno scorso non ho pensato alla possibilità di mettere un brillatino diverso, visto che erano più comodi, proprio perché non mi piaceva a livello estetico... ma devo dire che a distanza di un anno un po' me ne pento, perché quello che ha Koichi, bassista dei MEJIBRAY, lo trovo molto discreto ed elegante.

Quest'anno, circa un mesetto fa, ho deciso di provare a fare un buco sulla cartilagine, precisamente a metà padiglione.
Non vi dico il dolore, lol. Ho resistito per una decina di giorni, ma il dolore non accennava a diminuire, nonostante lo curassi a modo, disinfettante e pomata antibiotica su consiglio del piercer visto che si gonfiava e faceva male, ma nulla.
Un giorno sono stata fuori troppo tempo e mi si era gonfiata la parte superiore dell'orecchio, bruciava un sacco e per disperazione l'ho tolto in treno.

Qual è la morale della favola? Non c'è ancora perché non ho finito!

Un altro piercing che avrei sempre voluto fare è il labret, quand'ero piccola mi piaceva quello laterale, poi, crescendo, ho sviluppato un fetish per il central.
Da brava persona cagasotto e ansiogena, però, viste anche le precedenti esperienze, non l'ho mai fatto perché essendo la bocca un punto esposto ai germi per via del cibo (fumo per chi fuma), pensavo sarebbe finita male a priori.
Morale della favola? Non fasciarsi la testa prima di rompersela.

Il 5 gennaio ho scritto al piercer le mie paure per quanto riguarda il famoso central labret, che sicuramente conoscete anche voi. Rovina i denti? Rovina le gengive? Le irrita? Fa molto male?
Dipende da come è posizionato, quindi iniziamo a sfatare questi falsi miti. Io avevo paura in particolare per il fatto che ho SEMPRE le gengive irritate in quel punto e sono soggetta ad afte (mai una gioia) e lui mi ha aperto un mondo dicendomi che fortunatamente esistono gioielli con l'asticella in bioplast o bioflex, materiale biocompatibile che non irrita e non dà allergie. (Come mi ha fatto presente lui, allergia e infezione sono due cose differenti, se non lo curate bene può fare infezione!)

Sono salita in macchina, ho preso un'amica e ho letteralmente volato fino al suo studio per farmi fare questo famoso central labret. Avevo un'ansia spaventosa, specie per il dolore.
Non ho sentito nulla, se non un piccolissimo fastidio, che non si può paragonare al dolore che ho sentito quando ho bucato il naso o la cartilagine (ah, fatti entrambi con l'AGO, OVVIAMENTE).

Purtroppo non finisco qui le sfighe.

Ero talmente felice per il fatto che non mi facesse male e non mi creasse nessun fastidio per mangiare o parlare che non mi sono accorta subito che fosse DECENTRATO.
La mattina dopo, riguardando le foto e facendomene altre, guardandomi allo specchio e via dicendo, bhé ho realizzato che fosse decentrato a volevo buttarmi dalla finestra.
Ho scritto subito al piercer, anche se i miei amici hanno cercato di rassicurarmi sul fatto che non si notasse molto.
COL MIO DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO PER L'ORDINE FIGURIAMOCI SE NON SI NOTAVA!
Quindi, quando il piercer mi ha risposto di andare, mi sono precipitata da lui.
Una volta là mi ha guardato il piercing e ha detto "E' effettivamente storto, ma come ho fatto a farlo lì?"
Siccome la distanza tra il piercing decentrato e l'ipotetico piercing centrale era abbastanza, me l'ha rifatto sul momento.
Ma sei masochista, direte voi. In realtà no, perché il dolore è talmente inesistente che non ho avuto nessun problema a farmi forare di nuovo il labbro a distanza di un giorno.
Ero preoccupatissima perché mi sono detta, se mi è andata così bene col primo, figuriamoci se sono così sculata anche con questo.
E invece vi devo dire che non mi ha dato alcun tipo di fastidio.
Fate solo attenzione quando mangiate perché nella fretta c'è pericolo che vi mordiate l'asticella com'è capitato a me.
Questo solo per il primo mese, visto che vi metteranno quella più lunga per dare al labbro la possibilità di gonfiarsi. Ma ovviamente dipende anche da com'è posizionato, io, per esempio, l'ho fatto fare immediatamente sotto al labbro per un gusto puramente personale, oltre per il fatto delle gengive che vi avevo detto prima.

Che dire? Se dovete fare il vostro primo piercing prendete in considerazione di fare quello al labbro perché è un punto davvero indolore e facile da curare. Siete facilitati dalla presenza della saliva che, comunque, dentro disinfetta.
Lavate subito i denti dopo i pasti e fate gli sciacqui col collutorio; per quanto riguarda la parte esterna, io la disinfetto col lisoform verde. Vi sconsiglio i cotton fioc perché lasciano i pelucchi attaccati al foro e per toglierli è uno sbattimento assurdo.
Di tanto in tanto il piercer mi ha consigliato di fare con l'acqua ossigenata, tipo ogni tot giorni, perché 'frigge' i batteri; ma solo di tanto in tanto E se non è infetto o infiammato, mi raccomando. Secca molto.
Io inclino la testa di lato, metto un fazzoletto sotto al mento e ce la verso sopra (acqua ossigenata o lisoform verde), potete anche tamponare con una garza sterile, però. No all'ovatta o ai dischetti di cotone per lo stesso motivo di sopra.
Io ora ce l'ho da esattamente una settimana e non mi ha dato nessunissimo problema. E per non dare problemi a me, che sono la sfiga in persona, ce ne vuole, eh!

Spero vi sia utile questo post, alla prossima!

giovedì 12 gennaio 2017

Un pensiero positivo e concreto

Stamattina mi sono alzata con l'idea di scrivere qualcosa, ma non sapevo dove farlo visto che sul mio account facebook ho parecchie persone che non so fino a che punto possano capire com'è vivere con ansia o depressione.
Volevo fare un post per me stessa, più che per gli altri, ma se in qualche modo questo può aiutare qualcuno, ben venga.
Stilare liste di lunghi propositi, di solito, non fa che mettermi ancora più ansia, perciò quest'anno, come lo scorso, ho evitato ed eviterò finché non sarò abbastanza forte e costante da rispettare quello che mi pongo come progetto, anche se fosse a lungo termine.
Chi mi conosce sa che sono entrata in depressione a seguito di un problema di salute che a distanza di anni è stato riconosciuto come dispepsia biliare, che mi ha comportato nausea cronica e conati di vomito per quattro lunghi anni, sintomi che pian piano sono andati scemando.
L'incipit del problema è stata un'intossicazione alimentare per cui sono stata ricoverata tre notti ad Aprile del 2013, non so ancora precisamente se sia stato per il cibo di per sé (che non aveva fatto male a nessun altro), per una gastrite o se per entrambe le cose. Il gastroenterologo mi disse che poteva essere una cosa quasi sicuramente portata da ansia e nervosismo, unito a stress. Sono sempre stata una persona molto ansiosa, da che ricordo, vista anche la situazione familiare non propriamente facile, ma in quell'anno ho raggiunto il culmine.
Se mi andrà ve ne parlerò più avanti, non sono qui per questo.
Non sono sicura neanche che farò altri post, ma stamattina mi andava di scrivere perché ho notato un cambiamento in particolare.
Tornando al discorso di prima, io sono emetofobica, per chi non sa cosa significhi: sono le persone che hanno la fobia del vomtio.
Vi potete immaginare come stavo con la nausea cronica, tutto il giorno buttata sul divano a dormire.
Non è stato facile e mentre scrivo mi rendo conto che neanche raccontarlo lo è, mi crea un certo stato di ansia e disagio.
Forse non riuscirò neanche a rendere l'idea ma, sostanzialmente, dal 2013 (e poi dal 2014, anno della ricaduta) ho dovuto reimparare a vivere e a fare quello che una volta facevo normalmente.
Ancora oggi, se prendo la febbre e sto qualche giorno senza uscire di casa, entro in quello stato mentale e uscire, studiare, prendere la macchina diventano cose impossibili per me. Anche solo parlare al telefono, talvolta, mi pare una cosa incredibile.
Mi andava di scrivere perché volevo dire che ce la si può fare, non è facile ma neanche impossibile.
Sono la persona più distruttiva e pessimista che mai avrete il dispiacere di leggere e se dico io che ci si può convivere, vuol dire che non sarà impossibile neanche per voi.
Ho un blocco, volevo finire questo post in maniera opportuna ma mi sembra quasi di aver parlato a vuoto, non so cosa mai vi arriverà, ma spero che qualcosa arrivi.
Fino a quattro o cinque mesi fa avevo pensieri suicidi e ora sono qui a scrivere che mi sembra fattibile fare un viaggio.
Per chi non lo sapesse, non esco dall'Italia dal 2013, anno in cui ho avuto un brutto trauma a Parigi. Ero andata a un concerto, stavo già male (da Aprile), prendevo farmaci per lo stomaco e xanax che non mi aiutava affatto.
Nel 2014 mi sono fatta un altro concerto (a Milano) e ho avuto la peggiore delle ricadute.
Per questo scrivere che mi sento pronta per fare un viaggio è davvero tantissimo per me.
Ieri notte un mio amico mi ha scritto che forse andrà a un concerto all'estero e improvvisamente ho pensato che potesse essere fattibile.
Cosa c'è di straordinario? Che fino a quattro mesi fa non lo credevo possibile, il solo pensiero di preparare una valigia mi spaventava a morte. Probabilmente se andrò scriverò qualcosa per dirvi se ce l'ho fatta, se ero davvero pronta o meno.
Per ora questo post testimonia un semplice pensiero positivo, che per come sono stata, è già tantissimo per me.
Nell'ultima seduta di gruppo il mio terapeauta mi aveva chiesto di immaginarmi il viaggio per questo concerto e io non riuscivo a non stare in ansia. Il racconto del viaggio immaginario l'ho bloccato in aeroporto, proprio perché non mi sembrava fattibile. Volevo andare, sì, ma non sarei andata. La differenza, a pochi mesi di distanza, è che andrei.
E per ora chiudo qui.
Forse è solo uno di quei momenti 'alti', vi saprò dire di più in futuro.
Volevo in qualche modo mettere per iscritto che ci sono momenti di luce, oltre al buio.
E poi a me piace scrivere, ma non riesco a essere costante neanche in quello.

A presto, forse.